ROCCA DI MEZZO 

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1322 m.s.m. 1529 ab.

“L’altopiano di Rocca di Mezzo” – ci racconta Liberato di Sano, “è stato frequentato dall’uomo sin dalla preistoria, tempo in cui si svolgevano attività di cacciagione, allevamento e transumanza verticale. Esiste una leggenda che racconta come questi allevatori si stabilivano in quattro piccole stazioni intorno a Rocca di Mezzo, che più tardi, intorno al 700-800 d.C. furono riunite in un unico sito attorno al colle, dove è presente oggi la chiesa. La prima volta che troviamo Rocca di Mezzo in un documento scritto invece avviene intorno al 1100.

Nel quattordicesimo secolo il borgo venne fortificato e nel 1423 subì l’assedio di Fortebraccio da Montone, che durò otto mesi. Nello stesso periodo visse anche uno dei suoi personaggi più importanti, il cardinale Amico Agnifili. Il cardinale era figlio di semplici pastori ma riuscì a studiare a Bologna e a diventare anche arcivescovo de l’Aquila. Suoi contemporanei furono due altri personaggi storici, san Giovanni da Capestrano e san Bernardino da Siena che vissero a L’Aquila nello stesso periodo”.

Uomo di grande cultura che ha lasciato diverse opere manoscritte, al cardinale Agnifili si deve anche la costruzione della chiesa di Santa Maria della neve, oggi parrocchiale del paese, costruita dopo l’assedio di Fortebraccio da Montone. La chiesa si estende sulla parte anticamente fortificata e raccoglie all’interno un piccolo museo (attualmente non agibile a causa del terremoto), tra cui è presente una Croce d’argento di Nicola da Guardiagrele, una statua in legno policromo di san Sebastiano (attribuito a Silvestro de L’Aquila) e un bell’armadio di noce intagliato del Quindicesimo secolo, sopra cui vi è una scritta, in latino, che recita: “Guardati mano sacrilega dal toccare le cose di Dio”.

Zona di passaggio tra Amiternum e Alba Fucens (il nome di Rocca di Mezzo deriva proprio da questa antica via), il borgo seguì le vicende politiche de L’Aquila e fu feudo dei Barberini e dei Colonna. Nel 1873 venne aperto il tratto ferroviario tra L’Aquila e Avezzano e così fu possibile aprire nuove vie di comunicazione per la zona, grazie alle quali Rocca Di Mezzo divenne in breve un importante centro turistico, frequentato da diversi nobili romani già alla fine dell’Ottocento, come luogo di soggiorno e cura per malattie respiratorie.

“L’architettura è povera e tipica dei paesi di alta montagna, ma presenta diversi vicoli e saliscendi interessanti da osservare. Sotto l’impulso dell’imprenditore Pietro Cidonio, ai primi del Novecento venne costruita una bella villa che porta il suo nome, oggi sede del Parco Nazionale Sirente-Velino, opera dell’architetto Vincenzo Fasolo. Pietro Cidonio è stato uno dei personaggi più importanti per Rocca” ci racconta di Sano, “un imprenditore le cui aziende costruirono diverse infrastrutture in Italia”.

Al centro dell’altopiano delle Rocche, Rocca Di Mezzo vanta un formidabile patrimonio ambientale apprezzato e ben conosciuto in tutta Italia e non solo. Centro di villeggiatura estiva, è base di partenza per numerose escursioni verso i vicini monti Sirente e Velino, oltre ad essere crocevia di tre cammini frequentati soprattutto da stranieri. “Come un camminatore proveniente dal Belgio” racconta Di Sano, “il quale aveva passato il Moncenisio, era passato per Assisi e Poggio Bustone, e da lì era arrivato a Rocca di Mezzo dalla quale sarebbe andato in Puglia e a Gerusalemme”.

Le attività culturali sono molteplici e si svolgono soprattutto durante la stagione estiva, come ad esempio una rassegna musicale che ha visto la presenza di molti artisti importanti e un premio letterario giunto quest’anno alla terza edizione, il quale ha visto finora oltre duecento opere in concorso. Il premio è intitolato a Mario Arpea, un personaggio politico di Rocca di Mezzo che ha raccolto molte delle testimonianze storiche disponibili. Ogni estate Vincenzo Caligaris, pianista e compositore di fama internazionale che viene in villeggiatura a Rocca di Mezzo, compie insieme ad alcuni musicisti aquilani un concerto di grande successo.

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