GUARDIAGRELE

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576 m.s.m. 9092 ab.

La città ha origini assai antiche, risalenti all'epoca protostorica e il suo nome rimanda a una connotazione solare – dal greco Helios, il dio del sole. Questa tesi è avvalorata da alcuni storici e da Gabriele D'Annunzio che in un suo romanzo, Il trionfo della morte, ne parla come di “antichissimo nome solare”. Di recente la studiosa Nicoletta Travaglini, nel suo libro Il Graal in Abruzzo (Solfanelli), collega la città sotto la Majella al mito del Graal, per l'appunto. Di certo, Guardiagrele fu abitata dai Romani, nell’Alto Medioevo fu cinta di mura dal generale di bizantino Belisario e intorno al 1100 entrò a far parte del feudo degli Orsini.

Nel 1391, per ordine di Ladislao di Durazzo, re di Napoli, vi fu aperta una zecca il cui palazzo è ancora visibile oggi lungo la via Roma. Patria di maestri orafi e di fabbri, nel 1799 subì l'assedio e poi il saccheggio da parte delle truppe del generale Championnet. Altri danni subì durante la Seconda Guerra Mondiale a seguito dei bombardamenti alleati. Nonostante questo, grazie anche alla sua forte ripresa economica e alla ricostruzione del Dopoguerra, la città sotto la Majella vanta un pregevole ed esteso centro storico pieno di case antiche e monumenti, disposto lungo tre lunghe vie parallele che, per la loro disposizione, ricordano quelle di alcune città sudtirolesi, e in particolare di Brunico.

La città è magnifica. In centro sono presenti alcune chiese meravigliose che catturano subito l'attenzione del turista. Entrando dalla parte nord, da uno spiazzo dove si trova un'antica Torre Longobarda, si percorre la principale via Roma passando per largo Garibaldi, dove spicca un torrione medievale (oggi abitazione privata), monumento che rappresenta i resti di un antico castello; da lì si arriva alla cattedrale di Santa Maria Maggiore, la chiesa più grande e importante della città.

Sopra il bel portale del '400 si alza la torre Campanaria su cui è riprodotta una Incoronazione di Maria tra 4 angeli, opera di fine 'Trecento. L'interno è una vasta navata rettangolare con un tetto a travature scoperte, che presenta diversi altorilievi, arazzi, dipinti e la Croce d'argento (1431), uno dei capolavori dell’artista nativo del posto Nicola da Guardiagrele. All'esterno, Santa Maria Maggiore è circondata da una loggia ad arcate ogivali, e da un portico di pietra bianca a dieci colonne a sinistra, sotto le quali sono raccolti diversi magnifici ornamenti e gli stemmi delle 31 famiglie nobili guardiesi.

Altre chiese da visitare sono quelle di San Rocco, con suggestivo interno a forme barocche, di San Silvestro, colpita dalle bombe nel ’43 e ricostruita incorporando un portale rinascimentale più tardo, e di san Nicola di Bari, che presenta due bei leoni romanici sui lati del portale. Nella piazza principale, accanto a uno splendido chiostro dal quale si accede al Municipio e al Museo dei Costumi, si alza la trecentesca San Francesco, dotata di un altare maggiore costruito con marmo rosso di Verona e che raccoglie al suo interno le spoglie di san Nicola, un frate probabilmente di origine greca.

Presente nel sito dei borghi più belli d'Italia, Guardiagrele ci fa ricordare come in Abruzzo ci siano monumenti e reperti storici di primaria grandezza, che possono essere centro di comunità funzionali e motore di sviluppo dell'economia culturale. Molte delle costruzioni lungo le vie principali sono antiche e di pregevole finitura, grazie al loro fascino e al loro stile caratteristico rappresentano siti ideali soprattutto per il turismo internazionale, alcune di esse tuttavia avrebbero bisogno di maggiore cura e forse di un opera di restauro, per fare di questa città un vero gioiello capace di competere con altre realtà assai più gettonate, alle quali Guardiagrele avrebbe poco da invidiare. Un territorio come quello della Majella, con le sue città e i suoi borghi suggestivi e ricchi di storie molto spesso (quasi) sconosciute, rappresenta un patrimonio che non può essere tralasciato ma che dovrebbe essere ripreso in mano e valorizzato dagli enti locali e statali, al fine di promuoverne l’economia e migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.

“Cerchiamo di portare avanti diverse attività culturali cercando di valorizzare al massimo il turismo” osserva l'assessore alla cultura Piergiorgio Della Pelle, “attraverso un’organizzazione delle strutture e la valorizzazione della ristorazione, avendo sul territorio diverse eccellenze enogastronomiche (a Guardiagrele sono presenti ristoranti con stelle Michelin, n.d.r.). Questa estate abbiamo promosso la Festa del Borgo, un’iniziativa che ha visto l’inserimento di punti gastronomici di eccellenza all’interno dei palazzi storici, per fare in modo che la popolazione e i turisti potessero accedere a questi siti molto importanti.

Uno dei nostri progetti è quello di destagionalizzare il turismo, ma ciò richiede naturalmente un lavoro lungo sulla comunicazione e sulla valorizzazione dei siti. Stiamo cercando di promuovere Guardiagrele anche all’estero, soprattutto su quei mercati dove il turismo non è stagionalizzato. A tal fine abbiamo, lo scorso anno, abbiamo portato una delegazione del comune a Berlino, a seguito della quale abbiamo visto dei primi risultati, che speriamo si consolideranno nel tempo. In città sono presenti il Museo di Musica e Teatro e la Fondazione san Nicola Greco che stanno portando avanti eventi di rilievo, dando vita a una vivace vita culturale che ha visto la presenza di artisti di fama nazionale, tra cui Michele Placido che è venuto quest’estate a Guardiagrele”.

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