PENNAPIEDIMONTE

http://www.comune.pennapiedimonte.ch.it

669 m.s.m. 499 ab.

Pennapiedimonte è uno splendido paese che domina l'intera vallata ai piedi della Majella e che già da lontano colpisce per la forma arroccata e per le costruzioni in pietra che sembrano incastonate nel fianco stesso della montagna. Pennapiedimonte nasce come insediamento silvo-pastorale antichissimo, costruito a ridosso di una postazione di osservazione, visibile oggi al centro del paese e che ha alle sue spalle un quartiere detto “Paratorre”. Il cuore del paese è formato da un susseguirsi di vicoli a scalinata attorniate da costruzioni mattonate, alcune delle quali di pregio, che culminano verso il Balzolo, la parte più alta del paese da cui si gode il panorama.

Storicamente, a Pennapiedimonte furono all'opera sempre diversi maestri scalpellini che scavarono il costone della roccia e realizzarono manufatti da vendere nei palazzi gentilizi. “Questa è stata sempre patria di scalpellini e di fatto tutte le abitazioni sono in parte scavate nella roccia” ci racconta il sindaco Giuseppe Di Giorgio. “In particolare vorrei ricordare uno scalpellino molto quotato, Felice Giuliante, scultore di pietra dura che faceva parte del cenacolo michettiano di Chieti e che ha realizzato, tra l'altro, la Grotta di Andrea Bafile su disegno dello stesso Michetti.

Proprio adesso stanno venendo fuori diverse sue opere davvero notevoli in tutto l'Abruzzo, anche grazie all'azione dei nipoti che stanno facendo venire fuori, a Roma, una straordinaria documentazione riguardo il cenacolo michettiano. Il figlio di Felice, Guido Giuliante, era invece uno straordinario poeta, scrittore e politico con un'importante produzione letteraria e teatrale alle spalle, di cui si sta occupando ora l'università “D'Annunzio” di Chieti-Pescara. La città di Chieti gli ha intitolato una strada”.

La bella Parrocchiale, eretta nel Settecento e realizzata in pietra bianca della Majella, raccoglie al suo interno tele napoletane (L'ultima Cena, Santa Brigida) e un crocifisso su tavola. Nella parte bassa del paese vi è una pregevole Fontana denominata come “medievale”, ma forse opera più antica. Nelle vicinanze, alcuni scavi hanno riportato alla luce una necropoli italica preromana, i cui reperti di pregio sono raccolti in parte nel Museo di Chieti, in parte nel Museo civico dove sono visibili resti di terracotte e armi. Nell'Alto medioevo, a Pennapiedimonte, sorse anche un monastero di Santa Maria dell'Avella, oggi non più visibile e già in rovina intorno al 1100; presso questo sito è stata scoperta una preziosa statua mariana oggi restaurata e visibile nella Parrocchiale.

Il territorio di Pennapiedimonte è mozzafiato, non solo per il panorama che si gode da più punti del paese, ma soprattutto per i 400 ettari di bosco e per la parte montana che sale in alta quota fino al Blockhaus, e dunque al cuore della Majella. Vi è pertanto la possibilità di passare intere giornate tra escursioni e attività di montagna, nonché di torrentismo – il Vallone dell'Avello è stato definito dalla Rivista Canyon d'Italia uno dei più belli e impegnativi d'Italia –, per non parlare di un suggestivo percorso interamente scavato nella roccia che, in alcuni tratti, ricorda il Cammino dell’Amore delle Cinque terre, come se ne fosse una versione di montagna. In paese sono presenti diverse strutture ricettive come ristoranti, due B&b e un pub allocato su un edificio settecentesco, interamente scavato nella roccia e posto sotto il livello stradale, che ripropone anche il repertorio gastronomico di un tempo.

Riguardo le attività culturali, il sindaco Di Giorgio lamenta come non ce ne siano molte, “almeno in senso stretto, perché abbiamo una popolazione di circa 400 abitanti in gran parte composta da anziani”. Poi aggiunge: “Pennapiedimonte è stata colpita duramente dallo spopolamento, dovuto a mancanza di lavoro e difficoltà di comunicazione con l'esterno. Abbiamo comunque la presenza di associazioni culturali come la “Coaperpi”, presieduta da Enrico Di Prinzio, che si occupa di raccontare il territorio attraverso la fotografia che e indice, ogni anno, un concorso fotografico nazionale che si svolge normalmente in agosto”.

Grazie ai partecipanti, è stato reperito uno straordinario materiale fotografico, anche riguardo il passato, che viene esposto nel Palazzo scolastico in concomitanza con le feste patronali. Ma nonostante tutta questa bellezza, e il suggestivo patrimonio ambientale, Pennapiedimonte lamenta alcune gravi mancanze. “Benché abbiamo diverse strutture ricettive” lamenta il sindaco, “in particolare quelle della ristorazione, siamo fuori dai circuiti turistici che contano. E poi, inutile nascondercelo, non abbiamo le stesse strutture turistiche che ha il Trentino, cosicché ci domandiamo sempre: cosa proporre a un turista? Oggi purtroppo l'Abruzzo è tagliato fuori, basta riportare alcuni numeri: nei tre mesi estivi, il lago di Iseo accoglie tre milioni di turisti, quello di Garda otto milioni, tutto l'Abruzzo in un anno solo due milioni, quando va bene.

Qui a Pennapiedimonte servirebbe potenziare le funivie – oggi quelle di Passolanciano e quelle della Majelletta non sono collegate –, intraprendere nuove attività e creare un'offerta turistica buona a prezzi ragionevoli. Concediamo locali a prezzi irrisori a chiunque voglia aprire un'attività, ma il problema vero è che qui c'è poco da lavorare e anche facendo rete con gli altri comuni riusciamo a tenere qui un turista per massimo due giorni e mezzo. Inoltre, abbiamo serie difficoltà di comunicazione con l'esterno dovute alla pessima qualità delle strade. Siamo all'anno zero del turismo”.

“Per quanto riguarda la storia del nostro paese” – continua Di Giorgio – “lamentiamo un ulteriore vulnus perché non abbiamo a disposizione nessun saggio, articolo o pubblicazione che racconti la nostra storia. Disponiamo di un archivio comunale che parte dall'inizio Novecento, e di quello parrocchiale che risale al 'Settecento; altre informazioni dovrebbero essere presenti nei registri del Vaticano e del Regno di Napoli, ma nessuno studioso ha mai realizzato un'opera. Ci sono poche informazioni confuse e questa mancanza ci costa tanto: vorrei pertanto invitare qualche studioso volenteroso a realizzare una storia del paese”.

Dispiace che un così bel territorio, che ha poco da invidiare a molte altre realtà italiane (e non) assai più gettonate, debba scontare problemi così gravi, a cominciare da quello delle strade che in inverno diventano difficilmente percorribili, segno di una mancata cura e di abbandono. Tutto questo dovrebbe far aprire un dibattito politico su quale debba essere il futuro di queste straordinarie aree piene di risorse storiche e ambientali che, se strutturate in un sistema ben organizzato che coinvolga anche i borghi e i territori limitrofi, potrebbero rappresentare un vero motore di sviluppo per l’Abruzzo, e una straordinaria risorsa per l’Italia.

Multimedia

Scrivici