ORICOLA

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809 m.sm. , 1025 ab.

Oricola si trova al confine con il Lazio ed è situata sopra un piccolo monte coniforme che domina la Piana del Cavaliere da una parte, e in particolare la pianura dove sorse l’antica Carseolis da una parte, e dall'altra la valle dell’Aniene oltre cui spuntano i Monti Simbruini con le loro caratteristiche cime dentiformi. Le sue strade a forma di spirale e intersecate tra loro salgono dall’abitato nuovo fino alla Chiesa di San Rocco e poi al castello medievale, che domina il monte ed è oggi sede del municipio e di alcune abitazioni private.

Le origini di Oricola risalgono all’antico popolo degli Equi: in contrada Forcella rimangono i ruderi di una fortezza ciclopica, mentre nei pressi della chiesa di Santa Restituta si trovano resti di sepolcri a tegole. Tutto ciò prova come Oricola fosse l’acropoli di un oppido Equo arso e distrutto poi dai Romani – tesi dello storico Pieralice. La vicina Carseolis, una delle più importanti città eque, ricca di templi, monumenti e catacombe, sorgeva nel territorio dell’attuale Civita di Oricola, e “non come affermano l’Olstenio e il Longini sulle pendici di Poggio Cinolfo. Il nome della contrada” – infatti – come scrive Achille Laurenti nel suo pregevole lavoro di documentazione storica del borgo e della zona, “così come i ruderi della vetusta città e gli avanzi delle mura di cinta ne confermano l’ubicazione e l’importanza”.

La storia di Carseolis intersecò alcune delle vicende più importanti del mondo antico: durante la sua discesa in Italia, Annibale tentò di espugnarla a più riprese ma invano, poi durante la guerra sociale essa rimase fedele a Roma e subì perciò devastazioni da parte dei Marsi. Ovidio ne parla nel Libro IV dei Fasti raccontando la leggenda della volpa carseolana (nonché testimoniando il suo clima gelido). Diversi Imperatori vi dimorarono infine, almeno di passaggio, tra cui Claudio, Nerone, Massimino e, più tardi nel Medioevo, Ottone II che vi costruì un palazzo. Oggi i resti di Carseolis si trovano a Piana della Civita, a 3 km da Carsoli, mentre all’interno del bosco Sesa, un sito protetto dall’Unione europea, ci sono degli importanti scavi messi in mostra alcuni anni fa.

In quanto a Oricola, dopo la fine dell’Impero, essa passò sotto varie dominazioni tra cui quelle longobarda, franca, normanna, angioina, aragonese e spagnola, passando infine sotto il regno di Napoli con Carlo III. Per questo il suo sviluppo urbanistico ebbe un processo di arroccamento che si raccolse intorno alla fortezza, una delle poche a triangolo presenti nel territorio non solo abruzzese. In una piazzetta antistante al castello, sorge la chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, gioiello di arte barocca e probabilmente edificata dal celebre architetto Domenico Fontana.

Intorno a Oricola vi è un comprensorio molto bello da visitare, che annovera i borghi di Rocca di Botte, Pereto e Arsoli nel Lazio, insieme ad alcune attività naturalistiche da svolgere, come il sentiero Cai che partendo dalla parte più alta di Oricola muove verso i monti Simbruini raggiungendo Cervara di Roma e Subiaco. Anche la Pro loco è molto attiva e organizza tutte le estati attività cercando in particolare di valorizzare il patrimonio eno-gastronomico tipico.

“Oggi ad Oricola”, racconta il sindaco Antonio Paraninfi, “portiamo avanti diverse attività culturali, presentazioni di libri, mostre e convegni su personalità storiche del posto. Da oltre dieci anni il comune indice un concorso di arti visive che si svolge a fine luglio e a cui hanno partecipato, quest’anno, otre cinquanta pittori. Gli artisti raffigurano in maniera straordinaria il nostro territorio e i quadri dei vincitori vengono esposti in municipio. Abbiamo inoltre curato alcune pubblicazioni sulla nostra storia e su alcuni personaggi importanti nati qui, che abbiamo preparato insieme all’associazione Lumen di Pietrasecca, la sola organizzazione che si occupa di ricerche storiche del nostro territorio e che gestisce tra l’altro un periodico”.

Raccontando Oricola, non si può fare a meno di parlare di Livio Mariani (1793-1855), intellettuale e politico liberale di grande importanza nelle vicende del Risorgimento italiano, di cui proprio il comune di Oricola e l'associazione Lumen hanno riportato alla pubblicazione alcuni suoi scritti (“L'Italia possibile – Considerazioni storico-politiche”). Nato a Oricola nel 1793 da una famiglia di possidenti locali, dopo un periodo di formazione e studio, Mariani entrò a far parte della Carboneria e, dopo la fuga di papa Pio IX a Gaeta, fu tra i fondatori della Repubblica romana di cui divenne triumviro nel 1489.

Ma quella stagione politica durò poco e, dopo l'arrivo delle truppe francesi e la restaurazione del potere papale, Mariani dovette riparare ad Atene in esilio, la città in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita. Pensatore moderno e innovatore, di tendenze laiche e filo-popolari, di Mariani rimangono oggi alcune opere come il “Dizionario del Risorgimento italiano” o i libri curati proprio da Lumen e dal Comune di Oricola.

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